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L’europrogettista è come l’avvocato. Può, un avvocato garantire un esito positivo ad un processo? Assolutamente no, ma può e deve garantire il migliore impiego dei mezzi per il proprio assistito grazie alle sue conoscenze specialistiche. Lo stesso vale anche per l’europrogettista. Vediamo come e perché.

La progettazione europea presuppone la costruzione di un’architettura in grado di produrre un risultato o prodotto finalizzato al cambiamento. Proprio per questo motivo, il processo di creazione richiede una metodologia specifica, costituita da una serie di fasi. I principi fondamentali della progettazione si basano su:

  1. Funzionalità: il progetto deve rispondere ad un’esigenza specifica
  2. Estetica: il design industriale, di un progetto, di un’impresa, è fondamentale nel determinare l’architettura di un progetto. Con estetica non si intende soltanto l’impatto visivo, ma anche l’esperienza complessiva dell’utente.
  3. Sostenibilità: il progetto deve essere sostenibile nel tempo ovvero dimostrare la capacità di generare valore e che questo si mantenga inalterata nel tempo. Con questo termine si intende anche l’attenzione per l’ambiente, cercando soluzioni che possano ridurre quanto più possibile le emissioni tossiche e i rifiuti. Infine, per sostenibilità si intende anche la capacità finanziaria del progetto di rispettare i vincoli di carattere economico concordati con la committenza per l’intero ciclo di realizzaione. Ciò deve tenere in considerazione l’andamento temporale delle spese e dei finanziamenti.
  4. Innovazione: un progetto deve avere la capacità di introdurre un’innovazione o comunque di migliorare la prestazione di prodotti già esistenti. Molto spesso questa caratteristica è richiesta come requisito di partecipazione al bando/call e comunque è considerato un fattore trasversale di sviluppo.

Ragion per cui, il processo di progettazione è molto complesso perché richiede la combinazione di molteplici competenze, non soltanto di natura economico- contabile, ma anche sociologiche, di management, di organizzazione delle risorse umane nonché di una forte conoscenza dell’inglese. Quest’ultima è basilare per comprendere le call della Commissione Europea.

Lo schema sottostante offre un sunto efficace sul processo di creazione del progetto, composto dalle seguenti fasi:

Ricerca ed analisi: questa fase prevede la raccolta delle informazioni, l’analisi dei bisogni e del contesto. Questa fase include anche la ricerca di mercato.

Brainstorming e ideazione: si inizia a buttare giù le prime idee. Si individuano i fattori produttivi e si inizia a cercare le opportunità di finanziamento.

Sviluppo del concept: si selezionano le idee più promettenti con avanzamenti della stesura progettuale (canvas, scheda di progetto, analisi degli stakeholder etc);

Costruzione del partenariato: questa fase è considerata da Europea Consulting una fase a sé perché include non soltanto l’intesa sulle attività progettuali, ma anche tutta la parte amministrativa- contrattuale e di mediazione.

Testing e feedback: si crea il prototipo per poi testarlo e valutarlo.

Presentazione del progetto: una volta definito il progetto si presenta la domanda di finanziamento compilando il formulario e inserendo tutte le specifiche richieste. In questa fase è compresa anche la fase dell’agreement e la supervisione contabile.

Implementazione: ottenuto il finanziamento si procede alla realizzazione delle attività progettuali. In questo caso sono richieste competenze in ambito della valutazione e monitoraggio, nonché la gestione logistica e contabile.

Un’ europrogettista serio non garantisce l’ottenimento del finanziamento, ma può garantire la realizzazione del processo di creazione appena descritto impiegando al massimo capacità e risorse. La probabilità di ottenere il finanziamento è pari alle conoscenze del professionista in merito all’europrogettazione in combinato disposto con la capacità dell’ente di fare partenariato, di dimostrare il livello di esperienza nel settore e di sostenibilità – innovazione del progetto.

Il committente quando ingaggia il progettista può scegliere di farsi seguire tutto il processo o una parte di esso. Noi adottiamo le P (descritto in un articolo precedente) e ci riferiamo al contratto di consulenza dove il cliente può scegliere in base alle sue esigenze. Prossimamente verrà pubblicato un prototipo.

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One reply on “L’europrogettista: cosa fa e per cosa viene pagato”