Purtroppo il gap di genere in materia lavoro e retribuzioni è ancora lontano dall’essere superato. In Italia, le donne hanno maggiori difficoltà, rispetto agli uomini, nel trovare occupazione (50% delle donne contro 68% degli uomini). Tra gli occupati, a parità di funzioni, le donne ricevono salari più bassi rispetto ai colleghi maschi (11% in meno rispetto agli uomini). Per non parlare del cosiddetto “tetto di cristallo” che impedisce alle donne di raggiungere ruoli apicali. E le difficoltà di conciliazione vita-lavoro pure rappresentano un ostacolo all’indipendenza economica.

Le cose, però, stanno per cambiare, o almeno si spera. Ci sono molte opportunità di finanziamento per le donne che intendono industriarsi, che vogliono mettersi in proprio e realizzare progetti di impresa. Si tratta di finanziamenti sia a fondo perduto che prestiti a tassi agevolati. Vediamo quali sono gli strumenti principali.

1.  Partiamo dal Resto al sud: le donne libere professioniste, donne che dirigono una società o un’impresa, o aspiranti tali, possono accedere agli incentivi di Invitalia. Per loro non ci sono limiti di età. In questo caso parliamo di un finanziamento al 100%, di cui 50% a fondo perduto e l’altro 50% erogato attraverso un prestito bancario. Le voci di costo ammissibili sono: ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa); macchinari, impianti e attrezzature nuovi; programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione; spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative, massimo 20% del programma di spesa).

2.  ON– nuove imprese a tasso zero: si tratta dell’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico che sostiene le micro e piccole imprese composte da donne di tutte le età. L’incentivo finanzia investimenti di imprese già esistenti o nuove iniziative imprenditoriali nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Il finanziamento può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili e fino a 3 milioni di euro, di cui una parte è erogato a fondo perduto e l’altra sottoforma di prestito a tasso zero.

3.  Il Fondo impresa femminile: composto da un mix di finanziamenti destinate alle donne che intendono creare un’impresa con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il Fondo prevede azioni di accompagnamento, formazione e valorizzazione della cultura imprenditoriale delle donne. Inoltre, il fondo sostiene le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede in tutte le regioni italiane. La misura si rivolge a quattro tipologie di imprese femminili: cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie; società di capitale con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne; imprese individuali con titolare donna; lavoratrici autonome con partita IVA.

Per il fondo impresa femminile, si attende una proroga da parte del Governo. Al momento le risorse sono ferme al 2022.

Ci sono, inoltre, bandi ed incentivi che sono attivi nelle singole Regioni in base alle risorse stanziate disponibili. Sono rivolte generalemnte a gruppi di persone o enti che hanno la residenza in quella specifica regione e che intendono avviare un’impresa.

Per la conciliazione vita-lavoro per le donne, si segnala un bando della Regione Toscana denominato “Piani di welfare e altre misure per la conciliazione vita-lavoro” che prevede la possibilità per i datori di lavoro di accedere ad un contributo a fondo perduto di 25 mila euro per l’adozione di modalità di lavoro flessibili al fine di sostenere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e agevolare la corresponsabilità nei compiti di cura.

Infine, si segnala il microcredito di libertà, un finanziamento a tasso 0 per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali delle donne che hanno subito violenza. La misura prevede l’assistenza gratuita di un tutor sia nella fase di definizione del progetto imprenditoriale che in quella della restituzione del finanziamento.

Queste sono soltanto alcune delle opportunità dedicate alle donne per creare/promuovere attività di impresa. Non bisogna credere, però, che qualsiasi bando/incentivo vada bene per tutte le donne e per ogni tipologia di attività di impresa. Creare impresa non è facile, ma è possibile. Bisogna avere un progetto sostenibile nel tempo e un minimo di capacità finanziaria. Un progetto è un percorso, diffidate di chi vi propone soluzioni semplici e standardizzate. Ricordare le tre P di Europea? PIANIFICARE, PROGRAMMARE E PROGETTARE.

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