Nel 2025 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sbloccato i fondi per Resto al SUD 2.0
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 Agosto 2025 il Decreto che avvia la misura, chiamata anche “Investire al SUD”, dedicata a giovani di età inferiore ai 35 anni che vogliono avviare un’attività imprenditoriale nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.
In questo articolo vi spieghiamo come funzionano e a chi spettano le agevolazioni.
RESTO AL SUD 2.0
L’incentivo riconosce per l’avvio di nuove attività nel Mezzogiorno, voucher da 40.000 o 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi o, in alternativa, contributi a fondo perduto che possono coprire dal 70% al 75% degli investimenti, fino a 200 mila Euro.
Le risorse finanziarie stanziate ammontano a 800 milioni di euro. Vediamo a chi si rivolge la misura.
BENEFICIARI:
Il programma si rivolge a giovani che:
Vivono in condizioni di vulnerabilità sociale (Piano Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027)
Sono disoccupati o inoccupati da almeno 12 mesi
Beneficiari di ammortizzatori sociali (NASPI, DIS COLL, GOL)
Possono beneficiare degli incentivi sia le iniziative individuali (libero professionisti) che quelle collettive, come imprese o attività professionali in varie forme giuridiche (società, professionisti, ecc.).
REQUISITI
Sono ammesse agli incentivi per le iniziative economiche che riguardano l’avvio di attività autonome, imprenditoriali o professionali, sia in forma singola che associata, incluse quelle che richiedono l’iscrizione a ordini o collegi professionali. Per le attività professionali basta aprire una partita IVA. Per le imprese è possibile accedere a diverse forme societarie (S.R.L., S.R.L.S, cooperative etc).
Anche soggetti che non rientrano tra i beneficiari possono essere soci, a condizione che la direzione e la gestione rimangano nelle mani di chi possiede i requisiti previsti per ricevere il finanziamento.
Non sono ammessi agli incentivi coloro che abbiano interrotto, nei sei mesi precedenti alla richiesta, un’attività con codice ATECO uguale a quello della nuova iniziativa per cui si chiede il sostegno.
La sede legale delle attività deve essere presente nelle aree del Mezzogiorno e nei territori delle Regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.
COME FUNZIONA RESTO AL SUD 2.0
La misura funziona mediante una procedura valutativa a sportello ovvero in base all’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi disponibili e dà accesso alternativamente a:
un voucher di avvio in regime de minimis, non soggetto a rimborso (100% a fondo perduto) utilizzabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio delle attività ammissibili, per un importo massimo di 40.000 euro. Nel caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico, l’importo massimo del voucher è di 50.000 euro per le attività ammissibili
contributo a fondo perduto fino al 75% per l’avvio delle attività di programmi di spesa di valore non superiore a 120.000 euro;
contributo a fondo perduto fino al 70% per l’avvio delle attività di programmi di spesa oltre 120.000 euro e fino a 200.00 euro.
Le agevolazioni sono ammissibili iniziative in tutti i settori economici, in conformità con le disposizioni del Regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis. Solo la persona fisica o giuridica che vuole avviare l’attività può presentare la domanda.
COME RICHIEDERE GLI INCENTIVI
Le domande devono essere presentate online tramite la piattaforma Invitalia, con autenticazione tramite SPID, CIE o CNS. Non è obbligatorio partecipare ai percorsi formativi, ma daranno un punteggio extra.
La data di apertura dello sportello e le relative scadenze saranno indicate in un successivo atto ufficiale. Non appena disponibili, aggiorneremo questo articolo e lo segnaleremo anche tramite i nostri canali social.
CUMULABILITÀ:
I contributi non sono cumulabili con altre agevolazioni, fatta eccezione per la garanzia del Fondo di garanzia. Tuttavia, disoccupati che ricevono Naspi possono cumulare i contributi nel caso in cui richiedano il pagamento del trattamento in un’unica soluzione.
La procedura di domanda sarà disponibile fino ad esaurimento fondi, con ulteriori dettagli e scadenze che saranno pubblicati successivamente.
CONCLUSIONI
La differenza con resto al sud ordinario è che il resto al sud 2.0 (denominato anche RSUD 2.0) non prevede il credito bancario. Il finanziamento prevede la formula del vaucher totalmente a fondo perduto fino a 50 mila euro, oppure l’erogazione dal 70%- 75% della somma totale richiesta sempre a fondo perduto. La restante parte può essere integrata con risorse proprie.

