Ci sono alcune iniziative che mirano a potenziare le competenze dei lavoratori delle piccole e medie imprese. Investire nell’ Upskilling professionali, in un momento come questo caratterizzato dalla transizione digitale ed ecologica, rappresenta una concreta opportunità di formazione per i lavoratori e un’occasione di sviluppo delle imprese. Cosa si intende per upskilling? Il termine di origine anglosassone sta ad indicare un processo di upgrade delle competenze del lavoratore al fine di migliorare, sviluppare e potenziare le sue abilità e conoscenze. Con l’upskilling i lavoratori sono in grado di svolgere in maniera più efficiente le attività e i compiti di lavoro per il raggiungimento di maggiori perfomance e obiettivi aziendali.

Il fondo nuove competenze (FNC) è stato istituito con il decreto 34/2021 denominato “Rilancio” per supportare le imprese nel contrasto agli effetti socio-economici negativi causati dalla Pandemia. Nel 2023 il fondo è stato rinnovato per realizzare alcuni obiettivi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) come la transizione digitale ed ecologica. Le risorse vengono erogate a fondo perduto e rappresenta un’opportunità preziosa per le aziende che intendono migliorare le competenze dei dipendenti, aumentare la produttività, attrarre talenti e ridurre il costo del lavoro. Dall’ultimo question time della XI Commissione “Lavoro Pubblico e Privato” della Camera dei Deputati è emerso che il bando 2024 dovrebbe uscire a breve (fine marzo, inizio aprile).

Il fondo, che si aggira intorno agli 800 milioni di euro, è finanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dai contributi statali.

Vediamo nello specifico cosa finanzia.

1. Percorsi di formazione e di ricollocazione fino ad un massimo di 250 ore interamente a carico del fondo. In particolare, i datori di lavoro del settore privato possono stipulare accordi collettivi a livello aziendale o territoriale per rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti che potranno impiegare le restanti ore alla formazione.

2. Rimborsi per coprire il costo delle ore di lavoro fino al 60% del totale (in alcuni casi anche al 100%). L’azienda, oltre a non pagare la formazione, riceve un rimborso delle ore di lavoro non effettuate dal lavoratore perché impegnato nella frequenza dei corsi. Il rimborso copre interamente anche i contributi previdenziali e assistenziali

E’ necessario aspettare la pubblicazione del bando per conoscere ulteriori dettagli. Stando però alle esperienze passate, possono partecipare ai suddetti corsi tutti i lavoratori, anche quelli somministrati. Inoltre, il bando si rivolge ai datori di lavoro del settore privato che presentano le seguenti caratteristiche: devono essere in regola sotto il profilo contributivo, fiscale e assistenziale; non devono avere contenziosi giudiziali o stragiudiziali con ANPAL (futuro Sviluppo Italia Lavoro SPA); non devono trovarsi in stato di liquidazione.

Non ci resta che aspettare gli sviluppi, restiamo in contatto!

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica!   Pianifica, Programma, Progetta!

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